PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO

  • Cos’è?

Il Piano Didattico Personalizzato è un documento in cui vengono riportate le modifiche didattiche relative a uno studente. Di solito contiene le cosiddette misure compensative e dispensative. È redatto dal team docenti o dal consiglio di classe sulla base delle caratteristiche individuali (difficoltà e punti di forza) della persona a cui è rivolto.

Il consiglio di classe è autonomo nel decidere se formulare o non un piano didattico personalizzato (anche senza la presenza di una diagnosi) specificando la motivazione della decisione. E’ quindi peculiare facoltà dei consigli di classe individuale dei criteri generali stabiliti dal collegio docenti per i quali attivare percorsi di studio individualizzati e personalizzati che avranno validità comunque circoscritta nell’anno accademico.

In caso di presentazione della diagnosi, la scuola ha tempo 90 giorni per poter adeguarsi alla didattica personalizzata per quel ragazzo/a.

  • E’ possibile apportare modifiche durante l’anno scolastico al PDP?

Il PDP non è un documento statico, per cui può essere modificato ogni volta appaia necessario (sulla base di nuove informazioni provenienti da insegnanti o specialisti). Va, infatti, ricordato che l’alunno col tempo può cambiare le proprie strategie di approccio al compito e possono rendersi quindi opportuni nuovi accorgimenti didattici.

  • Quali sono i tempi burocratici?

Nel caso in cui la diagnosi sia stata consegnata prima dell’inizio dell’anno scolastico, la scuola ha l’obbligo di redigere il PDP entro il primo trimestre (Dicembre), altrimenti subito dopo la consegna della diagnosi con un tempo massimo di 90 giorni dalla presentazione di essa.

Il consiglio di classe dopo aver redatto il PDP deve presentare una copia alla famiglia che dovrà firmare per presa visione e accettazione della personalizzazione della didattica.

  • Quali sono i compiti della famiglia?

E’ importantissimo prima di firmare controllare che gli strumenti compensativi e le misure dispensative corrispondano a quanto scritto nella diagnosi ma soprattutto che ci sia una vera personalizzazione della didattica.

Un piano didattico personalizzato non deve rappresentare un adempimento burocratico ma una serie di azioni concrete per consentire a uno studente di esprimere tutto il suo potenziale; non si tratta quindi di spuntare una checklist o di fare copia e incolla di altri PDP (cioè rendendolo uguale a quello di un altro studente), piuttosto dovrebbero essere utilizzate soltanto le misure adeguate allo studente e adattarle alle specifiche situazioni.

Per controllare che la ci sia una vera personalizzazione può essere utile far visionare il PDP al proprio specialista di riferimento e, in alcuni casi, richiedere l’accesso agli atti per verificare che quanto dichiarato all’interno del documento sia realmente attuato.